
La leggenda della musica brasiliana
GILBERTO GIL
TORNA IN ITALIA DOPO 3 ANNI CON
“GILBERTO GIL IN CONCERT”
3 imperdibili appuntamenti
che celebrano oltre 60 anni di carriera!
Accompagnato da una superband d’eccezione composta da figli e nipoti
6 aprile – Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Roma
8 aprile – Alcatraz – Milano
10 luglio – Umbria Jazz – Arena Santa Giulia
GILBERTO GIL torna in Italia dopo 3 anni con “GILBERTO GIL IN CONCERT”: 3 imperdibili appuntamenti a Roma (6 aprile, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) e a Milano (8 aprile, Alcatraz) e a Perugia per Umbria Jazz ( 10 luglio, Arena Santa Giulia) che celebrano oltre 60 anni di carriera!
I biglietti per la data di Roma sono disponibili su Ticketone.it e nei punti di vendita abituali, quelli per la data di Milano invece su Ticketone.it, Ticketmaster, Vivaticket e DICE, quelli per la data di Perugia su Ticketone.it e sul sito ufficiale del Festival Umbria Jazz e nei punti di vendita abituali.
Gilberto Gil ha rivoluzionato il panorama musicale grazie alla sua capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo samba, bossa nova, tropicalismo e influenze internazionali in uno stile unico e inconfondibile che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo con ritmi, armonie e parole che raccontano la cultura, la storia e l’anima del Brasile.
Attualmente impegnato in “TEMPO REI”, il suo ultimo tour che in Brasile sta registrando il tutto esaurito in ogni tappa, Gilberto Gil porterà a Roma e Milano tutta la sua energia e il suo repertorio, ripercorrendo la lunga e ricca carriera musicale e riproponendo alcuni dei suoi brani più amati, tra cui “Aquele Abraço”, “Toda Menina Baiana”, “Expresso 2222”, “Andar com Fé”, “Drão”, “Palco” e “Não Chore Mais”.
A condividere il palco con lui una superband d’eccezione composta dai figli e nipoti: Bem Gil (voce, chitarra, basso), Jose Gil (voce, batteria), João Gil (voce, chitarra, basso) e Flor Gil (voce, tastiera).
«Ho sempre saputo che la musica era il mio linguaggio – afferma Gilberto Gil – E che la musica mi avrebbe fatto conoscere il mondo, e portato a scoprire nuovi territori, perché il mio è sempre stato il linguaggio della terra e del cielo».


